L’entusiasmo dell’inaugurazione ad aprile di fronte a centinaia di persone, la voglia di far ripartire il centro storico e poi la doccia fredda della criminalità: tre furti con scasso subiti al Caffè Poeta Bistrot Letterario, due dei quali negli ultimi venti giorni e l’ultimo registrato proprio nella notte di ieri, tra il 25 e il 26 agosto. È una lettera aperta al sapore di denuncia e proposta quella firmata da Luca Targa, proprietario dell’attività di Piazza del Popolo 12, che rivolge una riflessione amara ma costruttiva alle istituzioni locali e all’intera comunità di Latina.
«Parto da queste due immagini così diverse — spiega Targa — una città che partecipa ed ha voglia di vivere il centro e un’attività che viene ripetutamente colpita da furti senza avere strumenti per potersi difendere, per rivolgermi alle istituzioni e a tutta Latina». Al centro dell’intervento c’è una visione critica sull’attuale assetto urbanistico e sociale del cuore cittadino: «Piazza del Popolo è inserita in un’isola pedonale. Eppure, osservandola e soprattutto vivendola quotidianamente, nasce spontanea una domanda: possiamo davvero definire ‘isola pedonale’ uno spazio semplicemente chiuso al traffico? Un’isola pedonale non dovrebbe essere soltanto un luogo nel quale le automobili non possono entrare, ma prima di tutto un luogo nel quale le persone desiderano rimanere».
Secondo l’imprenditore, oggi la piazza soffre la mancanza di arredi adeguati, ombra e servizi, unita a forti limitazioni per gli eventi culturali e musicali ad impatto acustico moderato. «Abbiamo sottratto la piazza alle automobili, ma non siamo ancora riusciti a restituirla pienamente alle persone. Chi gestisce un’attività sostiene costi e investimenti importanti perché ha scelto di credere nel centro. Chiediamo regole chiare, equilibrate e ragionevoli che consentano alle attività responsabili di contribuire alla vita della piazza attraverso piccoli eventi culturali, presentazioni di libri, musica acustica o dal vivo in fasce orarie compatibili con la quiete pubblica».
La richiesta all’Amministrazione comunale è dunque quella di aprire un tavolo di confronto tra esercenti, residenti e realtà culturali per arricchire la piazza di sedute, elementi di verde e un regolamento per gli eventi. «Non scriviamo per contestare una scelta, ma per chiedere di completarla. Prima si tolgono le automobili, poi bisogna mettere le persone nelle condizioni di tornare a vivere quello spazio. Nonostante tutto, non finirò mai di amare la mia città».









