Diventa definitiva la condanna all’ergastolo per Riccardo Di Girolamo, il 33enne di Pontinia accusato dell’omicidio volontario di Marco Gianni, 31 anni. La prima sezione della Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della difesa, confermando la pena del carcere a vita già espressa nei primi due gradi di giudizio dai tribunali di Latina e Roma. I giudici hanno riconosciuto le aggravanti della premeditazione e degli atti persecutori.
I fatti risalgono al pomeriggio del 13 aprile 2023. Marco Gianni fu ucciso a colpi di fucile mentre si trovava nel vivaio di famiglia a Borgo San Donato, a breve distanza da Sabaudia. Secondo quanto ricostruito dalle indagini dei Carabinieri, il movente è legato alla forte gelosia dell’aggressore. Di Girolamo infatti non accettava la relazione che la vittima aveva intrapreso con la sua ex compagna.
La pianificazione del delitto era iniziata da tempo, tanto che diversi testimoni hanno confermato in aula il clima di paura in cui viveva la vittima a causa delle continue minacce subite. Il giorno dell’omicidio, Di Girolamo si era spostato con due fucili, sparando a Gianni prima dall’auto e poi colpendolo mortalmente al torace e alla testa quando era già a terra.
In aula a Roma erano presenti i parenti della vittima, la madre, il fratello, gli zii e la compagna Giada, assistiti dagli avvocati di parte civile Giamila Dezio e Stefano Ciapanna. La famiglia ha espresso sollievo per la fine dell’iter giudiziario, ricordando come da parte dell’imputato non sia mai arrivato alcun segno di pentimento o richiesta di perdono durante tutta la durata dei processi.









