“Con il decollo dell’Abc un clima da caccia alle streghe”. Lo sfogo del sindaco di Latina

Il sindaco di Latina Damiano Coletta

“Se c’è una cosa che non tollero è che mi si attribuiscano cose che non ho mai detto”. Inizia così lo sfogo del sindaco di Latina Damiano Coletta, oggi pomeriggio in conferenza stampa al termine della presentazione del nuovo assessore Emilio Ranieri. Il riferimento va subito alla “percezione di insicurezza”, cioè lamenta il primo cittadino che alcuni organi di stampa in queste settimane avrebbero travisato il senso delle sue parole attribuendogli di aver detto che il problema della sicurezza urbana sta solo nella percezione dei cittadini, o qualcosa del genere. Coletta spiega di aver dichiarato invece, nel corso di un’intervista, che in base ai dati della Prefettura il numero dei reati risultava diminuito e che al contrario la sicurezza dei cittadini venia percepita in modo diverso e che era pertanto necessario fare una sintesi tra le due posizioni. Un argomento tornato di attualità proprio oggi con la segnalazione da parte di cittadini dell’escalation di furti in atto a Borgo Bainsizza e dintorni.

E’ un fiume in piena il sindaco che rompe gli argini sul “clima da caccia alle streghe”. “Ho notato che da quando la costituzione dell’azienda speciale per i rifiuti ha preso piede, è decollata, i giudizi di critica a questa amministrazione si siano ulteriormente irrigiditi. Ho fatto il calciatore e solo abituato alle critiche, e questo gioca a mio favore perché le critiche mi hanno sempre motivato a fare meglio. Siamo sommersi da richieste di accesso agli atti”. Il sindaco lascia al pubblico di trarne le conclusioni. Non lo dice, ma lascia intendere a chiare note che invece di ricevere complimenti per l’Abc, cosa che avviene fuori Latina, l’amministrazione in carica viene ripagata con continue richieste di accesso agli atti che ingessano gli uffici. “Se questo è il modo di fare politica allora io sono deluso, ma ritengo che la politica sia un qualcosa di più elevato – continua il sindaco -. Ci troviamo di fronte alla ricerca esasperata della magagna. E’ come se da medico prescrivessi a dei pazienti esami clinici particolari il cui esito è sempre negativo. Che senso ha continuare a fare richieste di accesso agli atti se poi di volta in volta non emerge nulla di sbagliato?”

A questo punto il sindaco introduce l’argomento “direttore generale”. “E’ una figura professionalmente valida e per questo l’abbiamo scelta – dice il sindaco -, non ha bisogno della mia difesa, ma trovo sconcertante il fatto che nei suoi confronti non vi sia rispetto istituzionale. Addirittura vengono pubblicate foto per dimostrare che il segretario/direttore generale invece di stare da una parte stava da altra parte (le foto sono quelle scattate alla consegna dei decespugliatori donati dai sindacati al Comune nella stessa mattinata in cui si teneva la commissione Trasparenza in cui era risultata assente la segretaria generale per altri impegni istituzionali, ndr). Ebbene, il segretario generale non poteva stare dove era stata richiesta la sua presenza perché stava con me in Procura. Vedete il sistema Latina non è stato ancora del tutto bonificato”.

Le impugnative al Tar degli atti amministrativi, per il sindaco, rientrano nella normalità delle storie comunali. Ciò che trova anormale invece è che ci si permetta di lanciare accuse che “non corrispondano alla realtà dei fatti”. Coletta, cita il caso di Aldo Doria che, come è noto ha presentato un esposto in Procura per falso in atti d’ufficio. Il sindaco fornisce la sua versione sostenendo sostanzialmente che il dirigente alla riunione del 19 aprile aveva detto che l’espletamento della gara trasporti, a causa di modifiche della normativa, poteva essere portato a compimento entro il 31 dicembre 2017 e che il termine del 30 giugno 2017 era stato richiesto dal direttore generale per allinearlo con la scadenza del servizio in essere ed evitare un ulteriore proroga. “Il dirigente disse – afferma il sindaco – che la data del 30 giugno era difficile da rispettare per l’espletamento della gara. A questo punto fu tranquillizzato del fatto che la data del 30 giugno aveva un intento sollecitativo e che in caso di mancato raggiungimento dell’obiettivo si sarebbe potuto rimodulare l’obiettivo, come è poi accaduto successivamente fissando la scadenza a fine ottobre. Ebbene il giorno successivo il dirigente disse che il 30 giugno non era difficile ma impossibile…” Sul caso Doria, Coletta aggiunge che le accuse mosse da Doria sono lesive e che pertanto la giunta sta valutando l’ipotesi per un’azione di tutela.

Lo sfogo del sindaco finisce qui e apre la possibilità ai giornalisti di rivolgergli domande. Noi gli abbiamo chiesto di precisare per quale ragione, al di là dell’indicazione che il sistema Latina necessitasse ancora di bonifica, fosse andato in Procura, insieme al segretario generale, il 27 ottobre scorso (il giorno delle foto in piazza e della prima commissione Trasparenza sulle procedure di annullamento della gara europea per i rifiuti). Sorprendente la risposta. “L’ufficio urbanistica è bloccato da una serie di accessi agli atti da parte di cittadini”. Il sindaco dice di non sapere se gli ostacoli posti in essere rientrino in una precisa strategia, ma appunto rimarca affermando che il sistema Latina non è stato ancora del tutto debellato e che i latinensi apprezzano quello che questa amministrazione sta facendo “perché capiscono cosa è stato scoperchiato”.

A questo punto, senza entrare nel merito della valenza dell’accesso agli atti in termini del principio della Trasparenza, e volendo prendere per buona l’eccezione sollevata di fronte ad una raffica di richieste di accesso agli atti nel campo minato dell’urbanistica, gli facciamo notare che la contestazione mossa alla consigliera Nicoletta Zuliani, rea di aver chiesto in visione un solo documento ben circostanziato e utile a dirimere il casus della legittimità dell’annullamento della gara rifiuti, sia sembrato scomposto. A questo punto il sindaco, coadiuvato dal capogruppo Dario Bellini, afferma che nessun atto è stato negato alla consigliera e che invece avrebbe peccato di buone maniere. “Quello che contesto io – precisa Bellini – è il metodo. Non si può pretendere che un dirigente, impegnato a fare altro, lasci perdere tutto per far visionare un documento, all’istante, al consigliere richiedente”. Alla domanda se il documento chiesto a Zuliani ad oggi (era stato chiesto giovedì scorso) le sia stato consegnato la risposta è negativa: “Lo avrà comunque”, precisa Bellini. Probabilmente dopo la causa al Tar della De Vizia, perché come ha detto l’assessore Roberto Lessio in commissione “non si può mica svelare la linea difensiva del Comune”. Il documento richiesto da Zuliani è il parere dell’ex dirigente all’Ambiente sull’annullamento della gara. Qualora dovesse esserci scritto che secondo lui non poteva essere annullata, beh allora sarebbe un documento da segretare o far sparire perché potrebbe evidenziare l’errore del Comune in favore del ricorrente.

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