Procaccini incontra la Depfa: “Acqualatina non esiste, decide tutto la banca”

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Nicola Procaccini

“Più si scava e più ci si rende conto che di pubblico non c’è proprio nulla”. Nicola Procaccini, sindaco di Terracina, è l’unico dei convocati ad aver affrontato “a tu per tu” la Depfa Bank presso l’agente di Roma, Studio Bonelli Erede. Procaccini, delegato anche dal sindaco di Sonnino, si è presentato nell’ufficio di via Salaria alle 16 in punto di oggi, accompagnato dall’assessore al contenzioso Barbara Cerilli e dagli avvocati dell’Ufficio Legale del Comune di Terracina.

“Purtroppo abbiamo appreso – riferisce al termine dell’incontro durato più di due ore – che la Depfa Bank, attualmente controllata da un ente governativo tedesco, con il contratto di pegno sulle azioni, controlla di fatto la società Acqualatina. La società pubblico-privata non esiste. Esiste la Depfa bank. Non esiste Idrolatina, le cui azioni sono ‘vincolate’ dal pegno al pari di quelle dei Comuni, esiste solo la banca che ha diritto, in base al contratto finanziario sottoscritto a fronte del prestito di cento milioni di euro (inizialmente era di 114 milioni e mezzo, poi diventati 96 e 203mila euro per la chiusura anticipata della linea di credito), ad esercitare i diritti amministrativi ogni qual volta che ha il sentore di un evento rilevante. E per evento rilevante può intendersi anche la ripubblicizzazione del servizio idrico”.

Procaccini ha avuto il sentore che la Depfa potrebbe mettersi di traverso, come è accaduto in occasione del bilancio 2015 di Acqualatina, anche qualora i Comuni dell’Ato 4, al fine di perseguire l’obiettivo dell’acqua pubblica, decidessero di rilevare le quote del socio privato Idrolatina. “Cosa che al contrario – commenta il sindaco di Terracina – non mi pare stia avvenendo per l’acquisto da parte di Acea. Chi decide tutto è la banca”.

Alla luce di ciò il primo cittadino di Terracina ha raggiunto la consapevolezza che per quanto riguarda l’approvazione del bilancio (assemblea indetta in prima convocazione per l’8 e in seconda per il 9 settembre) c’è poco da fare: o voti come decide la banca o è meglio che non partecipi al voto.

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